Jefferson’s Dream

La viticoltura italiana sulle due sponde dell’Atlantico

Thomas Jefferson, noto anche come “il primo distinto viticoltore” e “il più grande mecenate di vino e vigne che la Virginia abbia mai avuto”, provò per 7 differenti vendemmie a Monticello ad ottenere dell’uva ma non ottenne mai un buon raccolto. Nonostante egli desiderasse fortemente ricavare del vino dal proprio vigneto nella tenuta di Monticello e continuasse a ripiantare le vigne, perse la battaglia. Jefferson, terzo Presidente degli USA, non fu l’unico però a vivere questa esperienza: la coltivazione della Vitis Vinifera europea risultò, a quel tempo, praticamente impossibile negli Stati Uniti; i moderni metodi di innesto su “vite americana “ non erano ancora stati inventati e nessuno conosceva allora i rimedi per combattere le malattie distruttive come la filossera , l’oidio e la peronospora . Nonostante l’insuccesso, Jefferson fece una ferma previsione: “qui potremmo produrre le stesse varietà che esistono in Europa, non esattamente dello stesso tipo ma certamente altrettanto buone”

La degustazione Jefferson’s dream ci permetterà di verificare quanto la previsione di Jefferson fosse esatta sulla base di “prodotti con caratteristiche diverse, ma pari qualità”.  Si confronteranno vini della medesima varietà  ricavati da uve coltivate  sia nelle tenute italiane di Zonin1821, sia nella tenuta di Barboursville Vineyards, in Virginia. Il nostro obiettivo è mettere in risalto il ruolo e l’importanza del terroir in vini ottenuti con le stesse tecniche vitivinicole e con “radici” culturali comuni.

Le Tenute Coinvolte